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Manifesto per la salvaguardia della biodiversità in Romagna

La biodiversità è la varietà della vita

Il manifesto “Biodiversità in Romagna” racconta, attraverso illustrazioni e specie simbolo, la ricchezza degli ambienti naturali del nostro territorio: urbano, agricolo, d’acqua dolce, boschivo e costiero.
Scarica il PDF oppure guardalo direttamente in questa pagina.

LA BIODIVERSITÀ È RELAZIONE

Ogni forma di vita è parte di una rete. Un insetto impollinatore, un uccello migratore, una pianta spontanea o un fungo del sottobosco non sono elementi isolati: contribuiscono all’equilibrio complessivo degli ecosistemi. Comprendere la biodiversità significa riconoscere queste interdipendenze.

OGNI AMBIENTE È IMPORTANTE

La biodiversità non vive solo nei luoghi “selvatici”.
Ogni ambiente ospita specie e funzioni ecologiche essenziali.

AGRICOLTURA E NATURA NON SONO OPPOSTE

Il paesaggio agricolo è parte della biodiversità.
Le scelte agricole influenzano:

  • Check Check
    la qualità del suolo
  • Check Check
    la presenza di insetti e impollinatori
  • Check Check
    la varietà delle specie vegetali
  • Check Check
    l’equilibrio degli ecosistemi

Un’agricoltura attenta può diventare alleata della biodiversità.

LA CONOSCENZA GENERA RESPONSABILITÀ

Proteggere la biodiversità richiede consapevolezza.
Osservare, conoscere le specie, comprendere i cicli naturali è il primo passo per sviluppare comportamenti responsabili.
La scuola, le aziende agricole, i presìdi ambientali e le istituzioni sono luoghi di apprendimento diffuso.

Le nuove generazioni al centro

La salvaguardia della biodiversità è una responsabilità intergenerazionale. Educare bambini e ragazzi al rispetto degli ecosistemi significa investire nel futuro del territorio. Il Manifesto invita le scuole a riconoscere la biodiversità come parte integrante dell’educazione civica.

Prec Prec Prec Succ Succ Succ

Un impegno quotidiano

La biodiversità si tutela attraverso scelte quotidiane:

  • Check Check
    nel modo in cui coltiviamo
  • Check Check
    nel modo in cui costruiamo e abitiamo le città
  • Check Check
    nel modo in cui consumiamo
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    nel modo in cui insegniamo

Ogni gesto contribuisce a rafforzare o indebolire gli equilibri naturali.

La Romagna è un territorio ricco di ambienti diversi e di relazioni ecologiche complesse. Salvaguardare la biodiversità significa custodire questa ricchezza e trasmetterla alle generazioni future. Questo Manifesto è un invito alla consapevolezza, alla collaborazione e alla responsabilità condivisa.

I 5 ambienti :

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    Ambiente Urbano


    Spazi costruiti, cortili, parchi cittadini, edifici, muri, tetti, infrastrutture.
    → Biodiversità sinantropa e adattata alla presenza umana.

    Nel territorio romagnolo, gli ambienti urbani si sviluppano lungo la fascia costiera e nelle principali aree di pianura, dove città e centri abitati rappresentano oggi una componente dominante del paesaggio. Si tratta di contesti fortemente modificati dall’attività umana, caratterizzati da edifici, infrastrutture e una presenza più o meno diffusa di spazi verdi, come parchi, giardini e viali alberati.

    Nel corso del tempo, lo sviluppo urbano ha portato a una progressiva espansione delle città e a un aumento del consumo di suolo, con conseguente riduzione e frammentazione degli ambienti naturali. A questo si aggiungono fattori come l’inquinamento e la semplificazione degli spazi verdi, che possono limitare la presenza e la varietà delle specie viventi.

    Nonostante queste condizioni, gli ambienti urbani ospitano una biodiversità più ricca di quanto si possa immaginare. Numerose specie, appartenenti a gruppi diversi, si sono adattate a vivere a stretto contatto con l’uomo e trovano nelle città opportunità di rifugio e alimentazione (sono dette specie sinantropiche). Di seguito sono presentate alcune delle specie più rappresentative di questi ambienti, che testimoniano come anche i contesti urbani possano contribuire alla conservazione della biodiversità.

    Baluta grigia (Russula ochrospora)

    La Baluta grigia è un fungo dal cappello di color grigio-azzurro, talvolta con sfumature rugginose, che può raggiungere dimensioni considerevoli. Come tutti i Funghi si riproduce tramite spore, che nel suo caso sono di un tipico color giallo ocra. È una specie tipica dei luoghi antropizzati, cresce solitamente sotto lecci e tigli nei parchi cittadini o lungo viali alberati, spesso spaccando facilmente le coperture stradali. La specie è commestibile.

    Ofride fior d’ape (Ophrys apifera)

    L’Ofride fior d’ape o Vesparia deve il suo nome dalla somiglianza dei petali del fiore con l’aspetto delle femmine di api, che attirano così i maschi, i quali si rendono responsabili della sua impollinazione. Alta circa 20-50 cm, cresce in ambienti aperti come prati e margini boschivi, ma può comparire anche in contesti urbani poco disturbati. Nonostante l’aspetto, si riproduce spesso per autoimpollinazione. È una specie di grande interesse naturalistico.

    Rondone (Apus apus)

    Il Rondone è un uccello migratore con una livrea quasi completamente nera-marrone ed il mento tendente al bianco. Possiede lunghe ali falciformi, che gli consentono di compiere velocissimi voli acrobatici. Trascorre gran parte della sua vita in aria, nutrendosi di insetti. Costruisce il nido in punti nascosti tra crepe dei muri, cavità degli alberi, cornicioni e tegole degli edifici. In inverno sverna al caldo in Africa sud-sahariana o Asia meridionale. e sue popolazioni sono in diminuzione a causa della perdita di siti di nidificazione e dell’uso di pesticidi in agricoltura.

    Topolino delle case (Mus musculus)

    Il topolino delle case è un piccolo mammifero roditore, ricoperto da una peluria grigio scuro, più chiara nel ventre. È un animale con tipiche abitudini notturne, si nutre principalmente di semi e granaglie. È una specie gregaria, che vive un gruppi familiari all’interno di tane e gallerie che scava nei buchi della pavimentazione o delle pareti di case e magazzini. È preda della maggior parte dei carnivori, soprattutto gatti domestici e Strigiformi (come gufi, civette, barbagianni e allocchi).

    Lucertola muraiola (Podarcis muralis)

    La Lucertola muraiola è un piccolo rettile dalla colorazione variabile dal grigio al bruno-verdastro. Vive abitualmente in aree antropizzate, trovando rifugio in buchi nei muri o sottoterra. Si nutre principalmente di insetti, aracnidi e altri piccoli invertebrati. Se attaccata da un predatore, come un gatto domestico, ha la capacità di lasciar cadere la propria coda, in modo da distrarre il predatore e sfruttare l’occasione per fuggire. Successivamente la coda ricrescerà.

    Rospo smeraldino (Bufotes viridis)

    Il Rospo smeraldino è un anfibio anuro (così come lo sono anche rane, rospi e raganelle), che presenta una colorazione bianca-marrone con tipiche macchie verdi e puntini rossi nella parte dorsale. La femmina depone le uova gelatinose in acqua, da cui nascono girini che poi si trasformeranno in adulti attraverso la metamorfosi. I girini mostrano una dieta onnivora, cibandosi di alghe e piccoli materiali organici, mentre gli adulti sono insettivori. La specie si adatta a numerosi habitat, anche urbani, in cui siano presenti degli ambienti umidi.

    Scutigera (Scutigera cleopatra)

    La Scutigera è un artropode imparentato con i “Centopiedi”, dal colore grigio-giallastro, con tre linee scure dorsali. È dotata di 15 lunghe paia di zampe, che le permettono di muoversi velocemente su qualsiasi superficie. Tipica di habitat antropizzati, la Scutigera è un animale insettivoro, si nutre cioè di altri insetti, come ragni, cimici e scarafaggi. Nonostante la si trovi spesso all’interno delle abitazioni, la specie preferisce vivere all’aperto, in luoghi umidi e riparati, come pietraie e cataste di legna.

  • Check Check

    Ambiente Agricolo


    Campi coltivati, siepi, filari, orti, prati stabili.
    → Agro-biodiversità, impollinatori, fauna legata ai mosaici rurali.

    Le aree agricole del territorio romagnolo costituiscono una delle componenti principali del paesaggio della Pianura Padana meridionale. Si tratta di territori in cui la presenza dei campi coltivati è oggi dominante e definisce in modo evidente l’aspetto del paesaggio, ma che continuano a ospitare forme di biodiversità legate agli ambienti rurali.

    Nel corso del tempo, queste campagne hanno subito trasformazioni significative. A partire dal secolo scorso, le coltivazioni tradizionali, accompagnate da siepi, filari alberati e piccoli boschetti, hanno progressivamente lasciato spazio a sistemi agricoli più intensivi, finalizzati all’aumento della produttività. La Pianura Padana, di cui la Romagna rappresenta il settore più meridionale, è oggi una delle aree agricole più sfruttate d’Italia.

    Nonostante questi cambiamenti abbiano modificato il paesaggio e ridotto alcune componenti naturali, l’ambiente agricolo continua a svolgere un ruolo ecologico importante e a ospitare numerose specie animali e vegetali. Oggi, grazie all’agricoltura biologica, al recupero di pratiche tradizionali e a una crescente attenzione alla sostenibilità, si sta cercando di ristabilire un equilibrio tra attività produttive e tutela della biodiversità.

    Gambesecche (Marasmius oreades)

    Il Gambesecche è un fungo dal cappello poco carnoso color cuoio-nocciola, commestibile e molto conosciuto, che presenta un sapore dolce, che ricorda appunto le nocciole. Lo si rinviene crescere in gruppi di funghi disposti in maniera lineare o in forma circolare, che in questo caso specifico prendono il nome mistico di “cerchi delle streghe”. Sebbene sia commestibile, è preferibile lasciare la sua raccolta ai veri esperti, poiché somiglia ad altre specie di funghi, che al suo contrario sono tossici.

    Papavero (Papaver rhoeas)

    Il Papavero, anche detto Rosolaccio, è una pianta erbacea dal tipico fiore color rosso acceso, spesso nero alla base, che cresce nel periodo primaverile-estivo, soprattutto nei campi coltivati a cereali e ai bordi di strade e ferrovie. Produce un polline di color grigio-nero, gradito alle api e ad altri insetti pronubi (ossia, che trasportano polline). Il carisma di questa specie ha origine antiche, lo si trova citato in antichi testi romani così come in poesie, canzoni e tradizioni più recenti. Inoltre, trova diversi usi in cucina e contiene piccole quantità di alcaloidi, sostanze chimiche con blandi effetti sedativi.

    Macaone (Papilio machaon)

    Il Macaone è un insetto lepidottero, ossia una farfalla, ed è una delle specie più grandi e vistose del panorama italiano. I bruchi di Macaone nascono da uova deposte sulla vegetazione, di cui si andranno a nutrire fino a divenire grandi abbastanza da potersi avvolgere in una crisalide e metamorfosare in adulti. Si tratta di una specie frequente durante il periodo primaverile in collina e pianura. I bruchi si nutrono delle foglie di piante come la carota, il finocchio, la ruta e altre.

    Lucciola (Luciola italica)

    La Lucciola è un piccolo insetto coleottero, con ali e testa marrone scuro e la parte del corpo immediatamente dietro la testa di colore rossiccio. Prende il nome dalla sua capacità di produrre bioluminescenza: infatti, nella parte terminale dell’addome avviene una reazione chimica che scatena la produzione di piccole scintille di luce. Soltanto i maschi sono in grado di produrre tali lampi luminosi, allo scopo di attirare le femmine durante il corteggiamento. Le larve di lucciola sono importanti predatori nel loro ecosistema, tuttavia, la specie è in forte diminuzione, poiché estremamente sensibile ai pesticidi ed erbicidi utilizzati nell’agricoltura integrata.

    Barbagianni (Tyto alba)

    Il Barbagianni è un uccello rapace notturno, dalla tipica livrea bianca sull’addome e sul disco facciale, e beige sulle ali e dietro la testa. È un animale carnivoro, quindi un predatore, che caccia le sue prede (come roditori e altri animali di piccola taglia), agguantandole di sorpresa al buio. È infatti la specie di uccello col volo più silenzioso in assoluto! È minacciato dall’utilizzo di sostanze rodenticide, soprattutto nelle campagne, dove vi è abbondanza delle sue prede. Pertanto, l’auspicio migliore per la sua tutela sarebbe quello di coinvolgere gli agricoltori nell’installazione di nidi artificiali per la specie e nella dismissione dell’utilizzo di sostanze chimiche nocive per l’ambiente.

    Donnola (Mustela nivalis)

    La donnola è un mammifero Mustelide, come il tasso e la faina. Presenta un corpo snello e allungato, con arti corti, e una tipica pelliccia soffice di colore fulvo sul dorso e bianco sul ventre. È attiva soprattutto di notte, ma talvolta anche di giorno. È un animale carnivoro e, nonostante le piccole dimensioni, è in grado di predare svariate altre specie, come roditori, uccelli, anfibi e rettili. Tuttavia, può essere a sua volta preda di altri Carnivori, come cani, gatti, altri Mustelidi e Rapaci. La si può trovare in terreni coltivati, zone boschive e cespugliate, sassaie e in prossimità di abitazioni abbandonate.

    Ramarro (Lacerta bilineata)


    Il Ramarro, anche meglio conosciuto come Ramarro occidentale, è un rettile appartenente alla famiglia delle lucertole, dal color verde cangiante e di dimensioni abbastanza rilevanti (può raggiungere circa i 40 cm di lunghezza). Si nutre di insetti, larve, molluschi e, a volte, altri piccoli rettili, mammiferi e nidiacei. Passa il periodo invernale in letargo, per riemergere durante la primavera. È una specie abbastanza frequente, che si può incontrare ai margini tra prati o campi e boscaglie, sui margini delle strade o su muretti e ruderi.

  • Check Check

    Ambiente Forestale / Collinare
Boschi

    margini forestali, radure, calanchi.
    → Specie legate a strutture vegetazionali complesse.

    Gli ambienti boschivi e forestali del territorio romagnolo rappresentano ecosistemi complessi e dinamici, in cui la biodiversità si sviluppa attraverso una fitta rete di relazioni tra organismi viventi e ambiente fisico. I boschi si caratterizzano per una struttura articolata, con più livelli di vegetazione – dalle chiome degli alberi fino al sottobosco – e per la presenza di condizioni microclimatiche variabili che favoriscono un’elevata diversità biologica. Oltre al loro valore naturalistico, questi ambienti svolgono funzioni fondamentali per il mantenimento degli equilibri ecologici: contribuiscono alla regolazione del clima, assorbono anidride carbonica, mitigano gli effetti di eventi estremi come le alluvioni e favoriscono l’infiltrazione e la conservazione dell’acqua nel suolo, risultando preziosi anche nei periodi di siccità.

    Nel corso del tempo, i boschi possono evolvere verso forme più mature e complesse, dando origine a vere e proprie foreste, caratterizzate da elevata stabilità ecologica e lunga continuità nel tempo. Nel territorio romagnolo, queste condizioni trovano una delle loro espressioni più significative nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, dove sono presenti aree di straordinario valore naturalistico. Tra queste spicca la riserva integrale di Sasso Fratino, un ambiente forestale lasciato evolvere senza intervento umano, in cui si possono osservare alberi di età centenaria e processi ecologici intatti.

    Tra le numerose specie che si possono rinvenire in questi ambienti vi sono le seguenti:

    Cervo (Cervus elaphus)

    Il cervo è un mammifero Ungulato, che letteralmente significa “provvisto di unghie”. Il maschio può superare i 2 m di lunghezza e sviluppa ogni anno grandi palchi ramificati, che perde e rinnova in primavera. Ha un mantello bruno-rossiccio in estate, più grigio in inverno. È erbivoro e si nutre di piante, gemme e cortecce. Vive in branchi separati tra maschi e femmine, che si uniscono durante il periodo degli amori in autunno, quando i maschi si esibiscono in comportamenti e versi caratteristici, detti bramiti. L’habitat di questa specie è rappresentato da zone boscose alternate a prati e pascoli, talvolta vive anche in zone paludose.

    Picchio nero (Dryocopus martius)

    Il picchio nero è il più grande tra i picchi europei, riconoscibile per il piumaggio nero e la macchia rossa sulla testa. Come tutti i picchi, si arrampica sui tronchi grazie alle zampe robuste e usa il becco per scavare alla ricerca di insetti e larve. Scava anche cavità negli alberi per costruire il nido. Vive soprattutto in boschi di faggio e abete. In Romagna è presente da alcune decine di anni, in particolare nelle faggete del Parco delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.

    Cervo volante (Lucanus cervus)

    Il cervo volante è uno dei coleotteri più grandi presenti in Italia. Deve il suo nome alle grandi mandibole del maschio, simili alle corna di un cervo, usate nei combattimenti per conquistare le femmine. Vive in boschi di latifoglie, come faggi, querce, tigli e pioppi, e ha un ciclo vitale molto lungo, che può durare fino a 10 anni. Depone le uova nel legno morto o in decomposizione, da cui nascono le larve che, dopo anni, si trasformano in adulti. Proprio la necessità di alberi vecchi e legno morto ha reso questa specie più rara, a causa della perdita del suo habitat naturale.

    Roverella (Quercus pubescens)

    La Roverella è una quercia molto comune nel nostro territorio, capace di superare i 20 m di altezza. Ha una chioma ampia, con rami robusti spesso contorti, e produce ghiande che in passato venivano usate per nutrire i maiali o per ottenere farina nei periodi di scarsità. Specie resistente ai climi aridi, è in grado di vivere per centinaia di anni: in Italia esistono infatti degli esemplari considerati “monumentali”. La specie era più comune in passato, quando estese foreste ammantavano il territorio, prediligendo aree collinari o montane, su suoli ben drenati. 

    Nottola comune (Nyctalus noctula)

    La Nottola comune è un pipistrello di medie dimensioni, con pelliccia rossastra e ali glabre e scure. È un animale notturno: al tramonto diventa attivo e va a caccia di insetti, come falene e coleotteri, che cattura in volo. Come tutti i pipistrelli, utilizza l’ecolocalizzazione, ossia l’emissione di ultrasuoni per orientarsi al buio e trovare le prede. Vive soprattutto in boschi e foreste, ma si adatta anche agli ambienti urbani. È una specie migratrice e durante i suoi spostamenti deve affrontare diverse minacce, tra cui la distruzione degli habitat e la presenza di impianti umani come pale eoliche e antenne.

    Gatto selvatico (Felis silvestris)

    Il Gatto selvatico è un piccolo felino simile al gatto domestico, ma con pelo più folto, color grigio-bruno tigrato e una coda spessa con anelli neri e punta arrotondata. Di indole solitaria e molto schiva, maschi e femmine si incontrano solo per l’accoppiamento. È un predatore carnivoro che si nutre soprattutto di roditori e conigli, ma anche di altri piccoli animali. Vive principalmente in boschi di latifoglie o misti, ma può trovarsi anche in ambienti più aperti. La specie oggi è in diminuzione a causa della perdita di habitat, dell’ibridazione con i gatti domestici e della riduzione delle prede.

    Dormiente (Hygrophorus marzuolus)

    Il Dormiente, o Marzuolo, è un fungo dal cappello carnoso e liscio, di colore grigio-bianco, con un gambo robusto. Deve il suo nome al fatto che compare tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, spesso già a marzo. Cresce in gruppi numerosi sotto il fogliame di boschi di conifere, come abeti e pini, e in boschi misti con prevalenza di faggio. È una specie commestibile, molto apprezzata in cucina.

  • Check Check

    Ambiente Fluviale / Umido


    Fiumi, torrenti, canali, zone umide, stagni, risorgive.
    → Anfibi, insetti acquatici, avifauna ripariale.

    Gli ambienti di acqua dolce del territorio romagnolo si sviluppano lungo un sistema articolato che va dall’Appennino fino alla pianura e alla costa. Ne fanno parte corsi d’acqua come il Marecchia, il Savio e il Bidente, invasi artificiali come la diga di Ridracoli e importanti zone umide di pianura, tra cui aree di grande valore naturalistico come Punte Alberete e la valle Mandriole, in provincia di Ravenna. Si tratta di ambienti dinamici, in cui la presenza e il movimento dell’acqua determinano condizioni ecologiche molto diverse e in continua evoluzione.

    Nel corso del tempo, questi ecosistemi sono stati profondamente modificati dall’attività umana. Interventi come la regimazione dei fiumi, la bonifica delle zone umide e l’utilizzo delle risorse idriche hanno trasformato il paesaggio, riducendo in molti casi l’estensione degli habitat naturali e semplificando gli equilibri ecologici.

    Nonostante queste trasformazioni, gli ambienti di acqua dolce conservano ancora una biodiversità ricca e peculiare. Fiumi, laghi e aree umide rappresentano habitat fondamentali per numerose specie, molte delle quali strettamente legate alla presenza dell’acqua. Nelle sezioni seguenti sono presentate alcune delle specie più rappresentative di questi ambienti, che testimoniano il valore ecologico di questi sistemi nel territorio romagnolo.

    Martin pescatore (Alcedo atthis)


    Il Martin pescatore è un piccolo uccello facilmente riconoscibile per il suo piumaggio vivace: blu brillante nella parte superiore e arancio-marrone sul ventre. Possiede un lungo becco appuntito, che utilizza per catturare pesci e altri piccoli organismi acquatici. Nonostante i colori appariscenti, è difficile da osservare, poiché ha un volo rapido e diretto. Vive lungo fiumi, canali e specchi d’acqua tranquilli, preferibilmente con acque limpide e ricche di vegetazione sulle rive, che offrono riparo e punti di osservazione per la caccia.

    Iris palustre (Iris pseudacorus)

    L’Iris palustre, noto anche come Giaggiolo acquatico, è una pianta erbacea perenne che può raggiungere anche i 90 cm di altezza. In primavera produce vistosi fiori di colore giallo brillante, facilmente riconoscibili. È una specie tipica degli ambienti umidi e cresce lungo le sponde di fiumi, fossi, stagni, paludi e canali, dove le radici rimangono a contatto con suoli saturid’acqua. Può contribuire localmente a consolidare il terreno delle rive e offre rifugio a numerosi organismi acquatici.

    Splendente comune (Calopteryx splendens)

    La Splendente comune è un insetto appartenente all’ordine degli Odonati, lo stesso delle libellule. Il nome della specie richiama la caratteristica colorazione metallica degli adulti (blu nei maschi e verde nelle femmine). Frequenta ambienti di acqua dolce come ruscelli, canali e fiumi a lento scorrimento, ricchi di vegetazione ripariale. Dopo l’accoppiamento, la femmina depone le uova sulla vegetazione sommersa in acqua, da cui si sviluppano larve che possono impiegare anche due anni prima di trasformarsi in adulti e iniziare la vita nell’ambiente aereo.

    Orecchione (Pleurotus ostrearius)

    L’Orecchione è un fungo saprofita, ovvero che si nutre di legno morto o in decomposizione. Presenta un cappello a forma di ventaglio (simile a un’ostrica), con colore variabile dal grigio al brunastro. In ambiente naturale cresce in gruppi sovrapposti su tronchi di alberi morti o indeboliti, contribuendo attivamente alla decomposizione del legno. È una specie comune anche in ambienti umidi di pianura e lungo i corsi d’acqua, dove la presenza di legno in decomposizione è frequente. È una specie commestibile e piuttosto apprezzata in cucina.

     

    Natrice dal collare (Natrix helvetica)

    La Natrice dal collare è un serpente non velenoso tipico degli ambienti di acqua dolce. Presenta una colorazione grigio-verde sul dorso, con tipiche barre scure sui fianchi e ventre chiaro. Può raggiungere una lunghezza superiore al metro. È un predatore importante degli ecosistemi umidi e si nutre principalmente di anfibi e piccoli vertebrati acquatici. È un’ottima nuotatrice e frequenta fiumi, stagni e aree boscate vicine all’acqua. Se minacciata, raramente reagisce con aggressività e può adottare strategie difensive come il fingere la morte ed emettere sostanze dall’odore pungente.

    Raganella (Hyla intermedia)

    La Raganella italiana è un piccolo anfibio caratterizzato da un vivace colore verde brillante sul dorso e da un ventre chiaro, biancastro o beige. È una specie insettivora e legata agli ambienti umidi, come stagni, paludi, canali e corsi d’acqua a lento scorrimento. Vive spesso tra la vegetazione ripariale e forestale, su cui si arrampica agilmente grazie alle ventose sulle dita, e dove trova rifugio e alimento. Durante il periodo riproduttivo, i maschi emettono potenti richiami vocali per attirare le femmine, udibili anche a notevole distanza.

    Tinca (Tinca tinca)

    La Tinca è un pesce d’acqua dolce dal corpo tozzo, lungo fino a 50 cm, con pinne carnose e ben sviluppate. La livrea è verdastra sul dorso e tendente al giallo sul ventre, mentre le pinne presentano tonalità verde-brune. È una specie onnivora che si nutre soprattutto di piccoli invertebrati e materiale vegetale presente sul fondale. Frequenta ambienti a lento scorrimento come laghi, stagni, canali e fiumi, preferendo fondi melmosi o ricchi di vegetazione. È in grado di tollerare condizioni di scarso ossigeno e durante l’inverno riduce fortemente l’attività, rimanendo quasi immobile sul fondo.

    Unione (Unio elongatulus)

    L’Unione è un mollusco bivalve d’acqua dolce, di forma ovale allungata, lungo fino a circa 13 cm. La conchiglia presenta strie di accrescimento evidenti e un rivestimento esterno scuro, mentre internamente è madreperlacea. Vive in fiumi a lento scorrimento, canali, laghi e acque stagnanti, spesso infossata nei fondali sabbiosi o fangosi. È un organismo filtratore e si nutre di particelle sospese, contribuendo alla qualità dell’acqua. Le larve hanno una fase parassitaria sui pesci prima di svilupparsi in individui indipendenti. La specie è minacciata dall’inquinamento e dalla degradazione degli ambienti acquatici.

  • Check Check

    Ambiente Marino / Costiero

    Spiagge, dune, pinete litoranee, mare Adriatico.
    → Biodiversità marina e sistemi dunali.

    L’ambiente costiero dell’Emilia-Romagna, comprendente spiagge, dune e zone retrodunali, insieme all’ambiente marino, è caratterizzato da una ricca biodiversità di specie animali e vegetali, che contribuiscono al funzionamento di ecosistemi complessi e interconnessi.

    Il litorale romagnolo è costituito prevalentemente da coste sabbiose, la cui formazione è stata nel tempo influenzata dagli apporti sedimentari del fiume Po, che hanno contribuito allo sviluppo di ambienti deltizi e fondali poco profondi. Oggi questi sistemi risultano fortemente modificati dalle attività umane: l’urbanizzazione, lo sviluppo turistico e la presenza di infrastrutture portuali hanno ridotto in modo significativo l’estensione degli habitat naturali originari.

    Nonostante ciò, lungo la costa permangono ancora aree di grande valore ecologico, in cui si conserva una biodiversità peculiare legata ad ambienti sabbiosi, salmastri e marini. Questi frammenti di naturalità rappresentano elementi fondamentali per la stabilità degli ecosistemi costieri e per la tutela delle specie che vi sono adattate.

    Fenicottero rosa (Phoenicopterus ruber)

    Il Fenicottero rosa è un grande uccello acquatico, alto fino a 150 cm e con un’apertura alare che può raggiungere i 250 cm! Gli adulti presentano un piumaggio bianco-rosato, mentre i giovani sono grigi. Tale colorazione deriva dalla dieta ricca di crostacei (principalmente Artemia salina) contenenti pigmenti carotenoidi, tipicamente di colore arancione. Specie migratrice, ha oggi popolazioni stabili in alcune zone umide costiere, come le saline di Cervia.

    Giglio marino (Pancratium maritimum)

    Il Giglio marino o Pancrazio è una pianta bulbosa, tipica degli ambienti sabbiosi costieri del Mar Mediterraneo, compreso il Mar Adriatico. Presenta lunghi fiori bianchi che emanano un profumo dolciastro intenso e che vengono impollinati da insetti notturni come le Falene. La dispersione dei semi avviene sia tramite il vento sia attraverso il movimento delle correnti marine. La sua presenza lungo le coste romagnole è oggi minacciata dalla riduzione degli habitat naturali dovuta all’urbanizzazione e all’uso turistico intensivo delle spiagge.

    Pesce ago (Sygnathus acus)

    Il Pesce ago è un pesce marino dal corpo estremamente allungato e sottile, con una testa simile a quella dei cavallucci marini. La sua colorazione mimetica gli consente di confondersi tra alghe e vegetazione sommersa. Si nutre principalmente di piccoli crostacei e larve. È tipico dei fondali sabbiosi e delle praterie marine, dove trova rifugio e abbondanza di risorse alimentari.

    Scarabeo delle spiagge (Scarabaeus semipunctatus)

    Lo Scarabeo delle spiagge è un coleottero dal corpo compatto di colore nero. Appartenente al gruppo degli Scarabei stercorari, è una specie coprofaga, che utilizza gli escrementi animali per nutrirsi e per deporvi le proprie uova all’interno, formando e interrando piccole sfere di sterco. Il suo habitat è rappresentato da zone costiere sabbiose, calde e soleggiate, dove è attivo soprattutto nelle ore diurne.

    Tartaruga marina comune (Caretta caretta)

    La Tartaruga marina comune è la specie di tartaruga marina più diffusa nel Mediterraneo. Presenta un carapace (dorso) ricoperto da placche cornee di colore bruno-rossastro e un piastrone chiaro (ventre). È un animale adattato alla vita marina e possiede arti trasformati in pinne per il nuoto. Le femmine risalgono sulle spiagge solo per la deposizione delle uova. La specie è minacciata da catture accidentali nelle reti da pesca e dalle collisioni con le imbarcazioni.

    Turritella (Turritella communis)

    La Turritella è un mollusco gasteropode marino caratterizzato da un guscio allungato e spiralato, di colore marrone chiaro. Vive infossata nei fondali sabbioso-fangosi, in prossimità della costa. È un organismo filtratore, che si nutre di particelle organiche presenti in sospensione nell’acqua. Come molti molluschi, è sensibile alle variazioni della qualità dell’acqua e all’inquinamento.

    Urcela (Helvella juniperi)

    L’Urcela, o Monachella, è un fungo caratterizzato da un gambo biancastro e da un cappello scuro, dalla forma ondulata e irregolare. È tipica degli ambienti retrodunali umidi, spesso in presenza di ginepro, e compare soprattutto nel periodo primaverile. Non presenta particolare odore né sapore ed è considerata tossica per la presenza di giromitrina, sostanza che ne rende sconsigliato il consumo.

BiodiversyFest è promosso da:
Agri Oasi Romagnole APS

  • Via Lughese 118

    47122 Forlì

Direttivo:

  • User User
    Presidente: Marco Rivalta
  • User User
    Segreteria: Agri Oasi Romagnole APS
  • User User
    Coordinamento: Sabrina Ravaglia
  • biodiversifest@gmail.com

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