Campi coltivati, siepi, filari, orti, prati stabili.
→ Agro-biodiversità, impollinatori, fauna legata ai mosaici rurali.
Le aree agricole del territorio romagnolo costituiscono una delle componenti principali del paesaggio della Pianura Padana meridionale. Si tratta di territori in cui la presenza dei campi coltivati è oggi dominante e definisce in modo evidente l’aspetto del paesaggio, ma che continuano a ospitare forme di biodiversità legate agli ambienti rurali.
Nel corso del tempo, queste campagne hanno subito trasformazioni significative. A partire dal secolo scorso, le coltivazioni tradizionali, accompagnate da siepi, filari alberati e piccoli boschetti, hanno progressivamente lasciato spazio a sistemi agricoli più intensivi, finalizzati all’aumento della produttività. La Pianura Padana, di cui la Romagna rappresenta il settore più meridionale, è oggi una delle aree agricole più sfruttate d’Italia.
Nonostante questi cambiamenti abbiano modificato il paesaggio e ridotto alcune componenti naturali, l’ambiente agricolo continua a svolgere un ruolo ecologico importante e a ospitare numerose specie animali e vegetali. Oggi, grazie all’agricoltura biologica, al recupero di pratiche tradizionali e a una crescente attenzione alla sostenibilità, si sta cercando di ristabilire un equilibrio tra attività produttive e tutela della biodiversità.
Gambesecche (Marasmius oreades)
Il Gambesecche è un fungo dal cappello poco carnoso color cuoio-nocciola, commestibile e molto conosciuto, che presenta un sapore dolce, che ricorda appunto le nocciole. Lo si rinviene crescere in gruppi di funghi disposti in maniera lineare o in forma circolare, che in questo caso specifico prendono il nome mistico di “cerchi delle streghe”. Sebbene sia commestibile, è preferibile lasciare la sua raccolta ai veri esperti, poiché somiglia ad altre specie di funghi, che al suo contrario sono tossici.
Papavero (Papaver rhoeas)
Il Papavero, anche detto Rosolaccio, è una pianta erbacea dal tipico fiore color rosso acceso, spesso nero alla base, che cresce nel periodo primaverile-estivo, soprattutto nei campi coltivati a cereali e ai bordi di strade e ferrovie. Produce un polline di color grigio-nero, gradito alle api e ad altri insetti pronubi (ossia, che trasportano polline). Il carisma di questa specie ha origine antiche, lo si trova citato in antichi testi romani così come in poesie, canzoni e tradizioni più recenti. Inoltre, trova diversi usi in cucina e contiene piccole quantità di alcaloidi, sostanze chimiche con blandi effetti sedativi.
Macaone (Papilio machaon)
Il Macaone è un insetto lepidottero, ossia una farfalla, ed è una delle specie più grandi e vistose del panorama italiano. I bruchi di Macaone nascono da uova deposte sulla vegetazione, di cui si andranno a nutrire fino a divenire grandi abbastanza da potersi avvolgere in una crisalide e metamorfosare in adulti. Si tratta di una specie frequente durante il periodo primaverile in collina e pianura. I bruchi si nutrono delle foglie di piante come la carota, il finocchio, la ruta e altre.
Lucciola (Luciola italica)
La Lucciola è un piccolo insetto coleottero, con ali e testa marrone scuro e la parte del corpo immediatamente dietro la testa di colore rossiccio. Prende il nome dalla sua capacità di produrre bioluminescenza: infatti, nella parte terminale dell’addome avviene una reazione chimica che scatena la produzione di piccole scintille di luce. Soltanto i maschi sono in grado di produrre tali lampi luminosi, allo scopo di attirare le femmine durante il corteggiamento. Le larve di lucciola sono importanti predatori nel loro ecosistema, tuttavia, la specie è in forte diminuzione, poiché estremamente sensibile ai pesticidi ed erbicidi utilizzati nell’agricoltura integrata.
Barbagianni (Tyto alba)
Il Barbagianni è un uccello rapace notturno, dalla tipica livrea bianca sull’addome e sul disco facciale, e beige sulle ali e dietro la testa. È un animale carnivoro, quindi un predatore, che caccia le sue prede (come roditori e altri animali di piccola taglia), agguantandole di sorpresa al buio. È infatti la specie di uccello col volo più silenzioso in assoluto! È minacciato dall’utilizzo di sostanze rodenticide, soprattutto nelle campagne, dove vi è abbondanza delle sue prede. Pertanto, l’auspicio migliore per la sua tutela sarebbe quello di coinvolgere gli agricoltori nell’installazione di nidi artificiali per la specie e nella dismissione dell’utilizzo di sostanze chimiche nocive per l’ambiente.
Donnola (Mustela nivalis)
La donnola è un mammifero Mustelide, come il tasso e la faina. Presenta un corpo snello e allungato, con arti corti, e una tipica pelliccia soffice di colore fulvo sul dorso e bianco sul ventre. È attiva soprattutto di notte, ma talvolta anche di giorno. È un animale carnivoro e, nonostante le piccole dimensioni, è in grado di predare svariate altre specie, come roditori, uccelli, anfibi e rettili. Tuttavia, può essere a sua volta preda di altri Carnivori, come cani, gatti, altri Mustelidi e Rapaci. La si può trovare in terreni coltivati, zone boschive e cespugliate, sassaie e in prossimità di abitazioni abbandonate.
Ramarro (Lacerta bilineata)
Il Ramarro, anche meglio conosciuto come Ramarro occidentale, è un rettile appartenente alla famiglia delle lucertole, dal color verde cangiante e di dimensioni abbastanza rilevanti (può raggiungere circa i 40 cm di lunghezza). Si nutre di insetti, larve, molluschi e, a volte, altri piccoli rettili, mammiferi e nidiacei. Passa il periodo invernale in letargo, per riemergere durante la primavera. È una specie abbastanza frequente, che si può incontrare ai margini tra prati o campi e boscaglie, sui margini delle strade o su muretti e ruderi.